Le fasi del lieto evento

19 aprile 2012 in Akita

La femmina del cane va in calore (estro) solo una volta nella sua stagione riproduttiva.
Il primo calore avviene intorno al sesto/decimo mese di vita a seconda della razza, della taglia e dell’ambiente climatico dove vive.
In seguito andrà in calore più o meno ogni sei/sette mesi cioè, in condizioni normali, due volte all’anno.

Il ciclo riproduttivo può essere suddiviso in quattro fasi:
1) pro-estro dura circa nove giorni in cui la vulva diventa gonfia e si hanno perdite ematiche
2) estro o calore sempre di circa nove giorni in cui la vulva è al massimo delle dimensioni e le perdite diventano più chiare; intorno al secondo/terzo giorno si ha l’ovulazione quindi la massima fecondità e la cagna accetta o addirittura cerca il maschio che la copre con alta probabilità di ingravidarla;
3) diestro o metaestro, dura due/tre mesi dopo l’estro e si ha se la cagna non è gravida; in questo caso si può manifestare una gravidanza isterica che da luogo ad una situazione ormonale simile a quella di una cagna in cinta e va affrontata con l’aiuto del Veterinario;
4) anaestro è il periodo di inattività sessuale tra i due cicli.

Se una cagna, matura sessualmente e in buone condizioni fisiche, si accoppia con un maschio, in capo a due mesi è molto probabile il lieto evento.
Il periodo migliore per l’accoppiamento è tra l’undicesimo e il tredicesimo giorno dall’inizio elle perdite ematiche (pro-estro).

LA GRAVIDANZA
La gravidanza dura mediamente 58/63 giorni ma, a seconda della razza e della taglia, può durare fino a 68/70 giorni.
Se il periodo si prolunga oltre è da considerare patologico può essere dovuto a poca vitalità dei feti, condizioni ambientali sfavorevoli (rumore, passaggio, confusione) oppure per la così detta “sindrome da cucciolo singolo” che, essendo solo cresce troppo rispetto alle disponibilità di ossigeno della placenta, diviene ipovitale e muore.
La diagnosi di una gravidanza in atto si può fare intorno al 30 giorno tramite alla palpazione addominale, attorno a 21/30 giorni mediante ecografia che permette di valutare la vitalità e lo stato di sviluppo dei feti.
Nei primi 30 giorni di gravidanza la cagna non presenta particolari sintomi e nemmeno variazione nell’aspetto; verso il 50 giorno si iniziano a vedere delle variazioni comportamentali e fisiologiche, come la diminuzione dell’attività fisica, maggiore ricerca della compagnia del proprio padrone,, aumento dell’appetito, ingrossamento dell’addome e aumento di volume delle mammelle che iniziano a perdere del liquido biancastro.

IL PARTO E L’ALLATTAMENTO
In prossimità del parto la cagna diventa irrequieta e cerca un posto tranquillo per partorire.
Giunto il momento, spesso richiede la nostra presenza, si notano tremori dei muscoli addominali e respiro affannoso; poi si sdraia su un fianco si lecca la vulva e sono evidenti e contrazioni dell’addome.
L’espulsione dei feti si succede a intervalli molto variabili da 30 minuti a circa un’ora.
Ci possono essere dei tempi più lunghi nella cagne al primo parto, di piccola taglia o, se l’ambiente non è tranquillo; in questo caso la cagna può anche interrompere il parto e riprenderlo quando le condizioni sono più favorevoli.
Generalmente il tutto non deve durare più di 24 ore, superate le quali è meglio chiamare un Veterinario.
Una volta espulsi i feti, in genere la cagna provvede a strappare la placenta che può essere mangiata e a recidere il cordone ombelicale; se non riesce da sola dobbiamo intervenire lacerando il sacco che avvolge i cuccioli e tagliando il cordone ombelicale a circa 10 cm dalla pancia usando forbici sterilizzate con acqua bollente ed esercitare una pressione della parte finale per determinare l’emostasi della vena ombelicale.
Se il naso del cucciolo presenta molto muco è necessario asportarlo con una pezzuola bagnata per permettergli di respirare bene.
Terminato il parto la madre inizia a leccare i cuccioli e li avvicina alle mammelle per facilitarne l’attacco.
Nelle cucciolate numerose bisogna stare attenti che la madre non li schiacci e che riesca ad allattarli tutti a sufficienza, altrimenti bisogna integrare con latte artificiale con il biberon.
I cuccioli poco alimentati sono irrequieti, se fanno fatica ad attaccarsi alle mammelle, bisogna aiutarli avvicinandoli.
E’ importante che tutti i cuccioli succhino il primo latte (colostro) perché è ricco di anticorpi che la madre passa ai cuccioli nei primi 60 giorni di vita.

Fonte Bibbliografica: Pets & The City – Articolo di Silvia Lupi (Medico Veterinario)

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ACCOPPIAMENTO CANI. Età giusta, pedigree, esami necessari, accordi fra le parti

6 aprile 2012 in Akita

Purtroppo molti padroni sono esaltati all’idea di far accoppiare il proprio cane, che sotto l’occhio del proprietario può sembrare un ottimo esemplare.

In realtà non sempre è così.
E ciò porta a effettuare accoppiamenti non ben ponderati, con risultati davvero mediocri.

Primo elemento da tenere in considerazione è l’età del cane. Non è vero che i cani debbano per forza accoppiarsi almeno una volta nella loro vita, ma è altrettanto vero che alla femmina, se in buona salute e con una gestazione controllata, una gravidanza non crea problemi fisici.

Riguardo all’ETA’ giusta per far accoppiare il proprio cane, c’è da fare una distinzione in base al sesso dell’animale:
- il MASCHIO potrà iniziare a fare qualche monta verso il compimento dell’anno e mezzo (18 mesi) per smettere poi verso i 9 anni.
-la FEMMINA invece ha un periodo più lungo, proprio perchè sarà lei a portare avanti la gravidanza, perciò si consiglia di farla accoppiare dai 30 mesi in poi o comunque dopo il quarto calore per poi smettere verso i 7-8 anni massimo.Per la femmina il numero massimo di gravidanze, oltre le quali non è bene andare è di 4/5 con un intervallo di almeno 2 calori (1 anno-1 anno e mezzo) tra una gravidanza e l’altra.

Prima di procedere a un BUON accoppiamento,deve essere presente in entrambi i cani un requisito fondamentale: il PEDIGREE. Un certificato rilasciato dall’ENCI che attesta la genealogia del cane e che ne assicura la purezza.
Inoltre il cane deve essere un esemplare in linea con lo standard, un buon rappresentate per la sua razza.

Sia lo stallone che la fattrice hanno il pedigree?

Se la risposta è NO, si deve abbandonare l’idea di effettuare l’accoppiamento,per il bene della razza.

Se la risposta è SI cioè sussiste il pedigree, entrambe le parti (fattrice e stallone) dovrebbero effettuare inanzitutto gli esami necessari.

Per esami necessari si intende: displasia dell’anca e displasia del gomito in primis, poi anche l’esenzione da oculopatie.

A- DISPLASIA DELL’ANCA: serve obbligatoriamente il certificato internazionale di esenzione, rilasciato dopo visita (a 12 mesi) presso un veterinario abilitato e classificazione ufficiale o dawww.fondazionesaluteanimale.it/ o da www.celemasche.it/ .

B- DISPLASIA DEi GOMITI: serve anche qui obbligatoriamente il certificato internazionale di esenzione rilasciato dopo visita (a 12 mesi) presso un veterinario abilitato e classificazione ufficiale dawww.fondazionesaluteanimale.it/ o da www.celemasche.it .

C- OCULOPATIE: non è obbligatorio, ma è sicuramente consigliabile un certificato di esenzione da oculopatie, da rilasciare ogni anno (ha validità 1 anno), da Veterinari oftalmologi.

Solo nel caso il cane abbia compiuto questi esami, con ottimo risultati,perciò l’esenzione, si potrà far accoppiare con un cane di analoghe caratteristiche.

Potrebbe essere utile, ma non indispensabile, effettuare il Coat Colour Test, un test genetico con un campione di cellulare gengivali, che può dirvi di quale gene è portatore il vostro cane.

Con esami alla mano, solitamente è il proprietario della fattrice a contattare il padrone dello stallone.

Prima di effettuare la MONTA, dovranno essere presi tutti gli accordi tra le due parti:

1-se viene pagata la monta (tariffa di monta)

2-se si prende il cucciolo: ai proprietari del maschio spetta 1 cucciolo ogni 3. Intesa come 1 cucciolo sino a 5 (partoriti/vivi); 2 sino a 7 (partoriti/vivi), 3 sino a 9 (partoriti/vivi), oltre 9 (partoriti/vivi) spettano sempre 3 cuccioli.

In questo caso le scelte dei cuccioli saranno così ripartite:
- ai proprietari dello stallone:1a.-4a.-7a. scelta.
- ai proprietari della fattrice: 2a.-3a.-5a.-6a. scelta.

Una volta accordati, la fattrice verrà portata al momento del calore (i giorni fertili solo quelli che vanno dal 10° al 15° giorno dopo le prime perdite, ma alcune fattrici hanno calori più brevi, sarà dunque opportuno effettuare striscio e progesterone (vedi sotto)) dallo stallone, nel suo territorio.
Questo perchè il maschio, essendo territoriale, potrebbe avere qualche problema ad accoppiarsi in un territorio non suo, o viceversa, la femmina può diventare aggressiva e potrebbe non accettare il maschio nel suo territorio.

Prima della monta il padrone della femmina dovrebbe effettuare striscio e esame del progesterone per essere sicuro dell’avvenuta ovulazione.

Progesterone: nel periodo d’ovulazione della cagna, la concentrazione di progesterone si innalza, in alcuni giorni (5 in media), dal suo tasso di base (meno di 2 nanogrammi/ml) a più di 40 ng/ml. Questo innalzamento può essere più o meno rapido da una cagna all’altra e, per una stessa cagna da un ciclo all’altro. Ricordando che l’80% delle cagne ovulano verso il 12° giorno dei loro calori, si deduce che non è raro osservare delle ovulazioni più precoci o più tardive. L’ovulazione ha avuto luogo quando il tasso progestinico supera i 15 ng/ml e di conseguenza, la monta (o l’inseminazione) devono essere fatte entro 48 ore. Ciò permette di aumentare non solo il tasso di successo delle monte e delle inseminazioni, ma anche la prolificità. Infatti, le cucciolate poco prolifiche sono troppo spesso attribuite all’età della cagna o a una quantità di ovociti insufficiente, ma a volte sono semplicemente legate alla cattiva scelta della data di monta.
L’utilizzo congiunto degli strisci vaginali e dei dosaggi di progesterone, permette una soddisfacente ed economica verifica dei calori con aumento della fertilità, della prolificità e riduzione degli spostamenti inutili per delle monte improduttive.

Al momento della monta, è bene che i cani vengano lasciati solo. Qualsiasi aiuto umano potrebbe nuocere alla salute dei cani perchè non risulterebbe un comportamento “naturale”.

E’ consigliabile fare almeno 2 monte a distanza di 24 ore.

Dopo 20 giorni si potrà procedere ad effettuare l’ecografia alla femmina, per vedere se l’accoppiamento ha avuto successo.
Confermata la gravidanza, è buona regola, avvertire i padroni del maschio, per poi mettersi d’accordo se presenziare o no al momento della nascita (non è obbligatorio e comunque solo se alla femmina non crea stress la rpesenza di persone estranee).

Nati i cuccioli da parte del proprietario della fattrice e dello stallone, dovrà essere compilata la DENUNCIA DI MONTA E DENUNCIA DI NASCITA DI CUCCIOLATA entro 25 giorni dalla nascita, da consegnare alla delegazione ENCI del luogo.

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“Quando il cane tira come un forsennato” di Giovanni Padrone

7 marzo 2012 in Akita

Uno dei problemi di gestione che più affliggono i proprietari di cani è il fatto che questi tendano a tirare al guinzaglio come cani da slitta e le passeggiate diventino qualcosa di assolutamente stressante per cane e proprietario. Alcuni addestratori, suggeriscono che questo è un modo per riconoscere nel cane la dominanza. Non vi è nulla di più falso e sbagliato: innanzitutto per le ovvie ragioni etologiche che non vedono fra i canidi sociali (compresi i cani domestici) il comportamento di dominanza come modus vivendi, problemi comportamentali a parte; in secondo luogo la maggior parte dei cani che tirano è spesso tendenzialmente timida, introversa ed a volte il tirare al guinzaglio può voler dire allontanarsi da qualche stimolo ambientale negativo (come un suono spiacevole).

La gente ancora non comprende che il cane non nasce né col collare né col guinzaglio e perciò il sopportare questi due mezzi di controllo è un comportamento che deve essere insegnato.Fondamentalmente vi sono cinque metodi di insegnamento, ciascuno con i suoi pro ed i suoi contro:

1 – Ogni volta che il cane inizia a tirare, voi improvvisamente andate nella direzione opposta richiamando la sua attenzione (chiamandolo per nome o dandogli qualche istruzione come PIEDE) e lodandolo con enfasi (BRAVOOOOO) quando vi segue. Il tutto va eseguito ogni qual volta il cane tende a tirare. Il lato positivo di questo metodo è che dopo alcune volte il cane in effetti impara a seguirvi, i lati negativi sono il fatto che se voi strattonate nella direzione opposta a quella del cane e lui è di modeste dimensioni rischiate di fargli male; inoltre se il cane è particolarmente pesante o forte e voi siete un fuscello, potete correre il grosso rischio di essere voi a farvi trascinare nella direzione opposta.

2 – Nel secondo metodo non fate altro che arrestarvi in attesa che il cane smetta di tirare. A quel punto lo chiamate a voi, lo lodate quando arriva e riprendete la camminata. Anche in questo caso l’insegnamento richiede diverse sedute. Il lato positivo è che si tratta di un metodo particolarmente delicato per il cane; i negativi sono che serve molta pazienza ed esercizio con il medesimo rischio del primo metodo di essere trascinati via con cani di dimensioni consistenti.

3 – Il terzo metodo è basato sui principi del condizionamento operante con l’utilizzo del clicker o del condizionamento classico. E’, inoltre possibile utilizzare un mix di entrambi, soprattutto su cani ipersensibili al suono del clicker: in questo caso modelleremo il comportamento con il solo uso di istruzioni verbali date in anticipo sul comportamento (nel condizionamento operante, prima si costruisce il comportamento e poi si inserisce l’istruzione). In questo caso, il lato positivo è il ‘rinforzo positivo’ (ovvero lo stimolo che serve a memorizzare il comportamento): questo, infatti, innesca solitamente l’interesse del cane per l’esercizio. I lati negativi sono tre: nel caso di un uso sbagliato del clicker nella tempistica rischiate di rinforzare un comportamento diverso e rovinare il lavoro e, cosa da non trascurare; in secondo luogo il clicker non può essere usato sui cani che presentano patologie ansioso/depressive o sono comunque ipersensibili al suono del clicker stesso: per questa ragione è preferibile l’uso della voce. Infine, sia in condizionamento classico che in operante un uso sbagliato del rinforzo positivo, soprattutto i premi in cibo, può portare il cane a deconcentrarsi dall’esercizio e ritardare l’acquisizione del comportamento, come è possibile che egli impari ad effettuare il comportamento solo se premiato.

4 – Un quarto metodo, forse il più difficile da comprendere, utilizza i principi dell’apprendimento sociale nel quale il cane imita i comportamenti dell’uomo. In questo caso vengono utilizzate la gestualità del corpo ed altre componenti della prossemica. I lati positivi sono due: rispetto ai metodi di insegnamento basati sul condizionamento il cane non rischia la dipendenza psicologica dal cibo o dagli altri generi di rinforzo ed il cane impara a ragionare da sé e reinterpretare eventualmente il comportamento. I lati negativi sono sempre due: la lunghezza di tempo con cui il cane apprende e le difficoltà iniziali dell’istruttore di capire i meccanismi e le movenze giuste da utilizzare. In questo caso serve molta pazienza, ma i risultati possono essere sicuramente i migliori.

5 – Esistono, infine, le pettorine educative on le quali il cane solitamente smette quasi subito di tirare. Però da sole non servono, poiché succede spesso che una volta tolte il cane può riprendere a tirare. Per tale ragione è utile abbinare le pettorine ad uno dei metodi di insegnamento precedentemente descritti. Considerate che la pettorina dovrebbe essere un mezzo provvisorio da utilizzare ed il cane dovrebbe imparare a seguirvi al passo anche senza guinzaglio. Anzi, inizialmente io preferisco insegnare al cane a stare al fianco senza guinzaglio per introdurlo successivamente. Naturalmente in questo caso bisogna avere a disposizione uno spazio ben recintato per evitare che il cane scappi.

Perciò, armandovi di pazienza e lavorando costantemente potrete anche voi avere il vostro cane che vi segue al guinzaglio come se eseguisse una perfetta condotta di obedience. L’unico dilemma resterà se far stare il vostro cane alla vostra sinistra (come è d’uso fra i professionisti), se tenerlo alla vostra destra (più logicamente per via della strada al di là del marciapiede) o se insegnargli a stare all’uno o all’altro lato a seconda della situazione. A voi, dunque, quest’ultima scelta. ☺☺☺☺☺

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Cuccioli di Akita Inu

12 febbraio 2012 in Akita, News

Attenzione sono pronti per essere prenotati cuccioli di Akita Inu nati il 28 gennaio, la consegna potrà avvenire non prima di fine marzo e saranno microcippati, sverminati vaccinati e iscritti all’Enci per il pedigree, per informazioni contattarmi al 3284750486.

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Benvenuti su E-Medusa.org

3 febbraio 2012 in News

Con questo primo messaggio do inizio alla fase di test di questo sito

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